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La
Chiesa di Santa Maria Nuova, nella sistemazione
attuale, 1740, è opera degli Architetti Pietro Perugini,
Pietro Severini e Carlo Maggi.
Secondo
gli storici doveva risalire alla metà del secolo
XIII.
Anticamente la chiesa aveva
undici altari e venne elevata alla dignità di Cattedrale
nel 1586 da
Sisto V.
Nel 1653 la Cattedrale ed
il
Capitolo vennero traslati
nella chiesa di San Francesco a causa dei
lavori di consolidamento.
Venne consacrata, nella sistemazione
attuale, nel 1766 dal Vescovo Carlo Augusto Peruzzini,
Vescovo Diocesano (20
settembre
1756
-
1777)
di Fossombrone, proveniente dai Chierici Regolari
di San Paolo, detti Barnabiti.
Nella
cantoria attuale c’è l’Organo
di Gaetano
Callido
1803 op. 396, proveniente dalla distrutta chiesa
delle Monache Benedettine, soppresse da Napoleone,
attualmente sede dell’Istituto d'Istruzione
Superiore Francesco Filelfo
di
Tolentino.
La
veneratissima statua della Madonna detta della Tempesta,
della seconda metà del secolo XIV, venerata anche
da San Leonardo da Porto Maurizio , fu incoronata
nella
Basilica di San Nicola,
allora Cattedrale di Tolentino, da
Papa Pio VII,
di ritorno dall’esilio napoleonico, il 17 maggio
1814, assieme ad altre Immagini mariane del circondario
(Madonna dei Dolori di Monte Giorgio; Madonna della
Colonna della Collegiata di San Giacomo di Tolentino;
Madonna del Monte di
Caldarola;
Madonna della Misericordia di
Treja;
Madonna della Pietà di
Pievefavera).
Dopo
la bufera napoleonica il Santo Vescovo di Macerata
e Tolentino
San Vincenzo Maria Strambi
profuse una serie di attenzioni nei confronti della
Chiesa di Santa Maria Nuova.
Il Santo Vescovo si raccoglieva in lunga e silenziosa
preghiera nella chiesa in una stanzetta che porta
alla cantoria.
Di lì attraverso una finestrella il Vescovo poteva
scorgere la statua della Castellana di Tolentino
e rivolgerLe le sue preghiere per il Papa e per
la Chiesa.
Nella
notte di Natale del 1822 durante la
Consacrazione
della
Messa Pontificale
il
Vescovo fu rapito in estasi.
Il Santo Vescovo, che fu imprigionato ed esiliato
da Napoleone, istituì nella Chiesa di Santa Maria
la Pia Unione degli “Amanti di Maria” e successivamente
la Confraternita di Santa Maria (con apposita pubblicazione
della Regola nell’anno 1826).
L’organizzazione della Confraternita è la seguente:
Rettore, che coincide con il Rettore della Chiesa,
e, dopo di lui, gli “ufficiali maggiori” Priore,
Camerlengo, Segretario, Mazziere ed il Mandatario.
La Confraternita era composta da due classi di “fratelli”:
di esercizio e di devozione, con un numero indefinito
di confratelli.
L’abito, rimasto tuttora lo stesso, consiste in
un camice bianco legato con cordone bianco intrecciato
di celeste ed una mantelletta celeste sopra la quale
si nota un artistico medaglione, un tempo
in argento, con l’effige della Madonna della Tempesta.
Nella Regola i Confratelli si impegnano a partecipare
alle processioni cittadine ed in particolar modo
a quella in onore della Madonna della Tempesta,
cui curano la festa nella quinta domenica di Pasqua.
La Confraternita aveva anche il compito di assistere
i Confratelli malati e di accompagnare al Cimitero
quelli defunti.
Durante
l’ottavario
dei Defunti
la Confraternita aveva il compito di partecipare
alla
Messa in suffragio
dei Confratelli defunti sostenendone le spese.
Nell’archivio di Santa Maria Nuova si conserva il
libro delle adunanze della Confraternita, fino all’anno
1952.
La Confraternita, al pari di tante altre, dopo il
Concilio Vaticano II subì una grave crisi che ha
coinciso anche con la soppressione della Parrocchia
del 1966.
Sull’esempio
della rinata Confraternita del Santissimo Sacramento
della
Bura
ha ripreso poi dall’anno 2000 la piena attività.
L’artistica
chiesa fu per quindici anni oggetto di radicali
restauri a cura della
Soprintendenza di Urbino
sotto la cura personale della Dottoressa Maria Giannatiempo
Lopes.
Dopo
il rovinoso terremoto del 1997 la chiesa fu solennemente
riaperta il 16 giugno 2002 alla presenza di Sua
Eccellenza Rev.ma Mons.
Luigi Conti,
allora vescovo Diocesano.
Il
1 settembre 2002, a norma del Canone 1230-1234,
il Vescovo Conti ha elevato la Chiesa di Santa Maria
Nuova a
Santuario
Mariano affidato alla vicaria
di Tolentino nella persona del Parroco di San Francesco,
attualmente don Vittorio Serafini, Vicario Episcopale.
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