Il Culto del Sacro Cuore di Gesù si diffuse
in tutta Europa a partire dalla fine del XVIII
secolo, in seguito alle visioni di S. Maria
Margherita Alacoque.
Presso la chiesa di S. Teodoro in Campo Vaccino
nel 1729 venne istituita una Confraternita sotto
il titolo di Santissimo Cuore di Gesù i cui
membri erano tenuti ad esercizi ed opere di
Pietà.
Il culto del SS. Cuore fu introdotto a Tolentino
dal Vescovo Domenico Spinucci (1777-1796) il
quale volle che in ogni chiesa vi fosse un altare
dove fosse esposta l’immagine del SS. Cuore.
Agli inizi del secolo XIX il nobile Giacomo
Bonelli, insieme agli ecclesiastici Stefano
Benadduci, Vincenzo Morici e ai nobili Stefano
Catinelli, Giovanni Dionisi, e Giuseppe Angeli,
si adoperò per creare anche a Tolentino una
Confraternita dedicata al Sacro Cuore di Gesù
che venne istituita il 14 giugno 1805 da Mons.
Vincenzo Maria Strambi, vescovo di Macerata
e Tolentino.
Il 21 giugno, nella ricorrenza della solennità
del Sacro Cuore, i Confratelli iniziarono la
loro attività, vestiti di sacco, nella piccola
Chiesa di S. Vito, cercando di uniformarsi nel
titolo, nell’abito, nelle pratiche della povertà
e del silenzio e negli altri esercizi di pietà
e di penitenza, alle regole dell’Arciconfraternita
di S. Teodoro di Roma, alla quale la confraternita
tolentinate fu aggregata il 30 marzo del 1806.
In seguito alle soppressioni napoleoniche (8.VII.
1808) la Confraternita cessò la sua attività,
che riprese nel 1815 nella Chiesa di S. Nicolò,
mediante rescritto del Vescovo Strambi in data
30 dicembre.
In seguito i Confratelli avanzarono una supplica
al Papa Gregorio XVI perché volesse loro assegnare
la chiesa di S. Benedetto da Norcia, abbandonata
dai Monaci dopo la soppressione.
Il Pontefice, con Breve del 17 dicembre 1835,
concesse in perpetuo la proprietà della piccola
chiesa alla Confraternita del Sacro Cuore di
Gesù che fu poi ingrandita con progetto dell’Architetto
Luigi Fontana che si occupò anche della decorazione
interna ed esterna dell’edificio. Il 22 aprile
del 1880 il Vescovo Gaetano Franceschini (1867-1881)
benedisse la chiesa restaurata.
Da allora la vita della Confraternita è proseguita
nella devozione verso il Sacro Cuore, la Santissima
Eucaristia e la Passione di Nostro Signore.
I Confratelli si recano ogni anno processionalmente,
rivestiti di sacco, nella seconda domenica di
Passione, detta delle Palme, per compiere l’Adorazione
Eucaristica nella Chiesa Cattedrale (dove si
tengono le solenni Quarantore) , il Giovedì
Santo in tutte le Chiese Cittadine e nel Monastero
delle monache carmelitane, dove sono allestiti
gli altari della “Reposizione” e partecipano
la sera del Venerdì Santo alla Processione
detta del “Cristo Morto” portando le sculture
ottocentesche che riproducono gli arnesi della
Passione di Nostro Signore.
La Chiesa, che conserva anche il titolo originario
di San Benedetto da Norcia, è stata riaperta,
dopo lunghi lavori di restauro, nella Solennità
di Cristo Re dell’Universo il 24 Novembre
2006 da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Francis
Arinze, Prefetto della Congregazione per il
Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti,
che ha consacrato l’Altare, rivolto “ad oriente”,
ponendovi le Reliquie di San Raniero Martire,
San Benedetto da Norcia, San Josè Maria Escrivà,
Santa Giacinta Marescotti e Santa Rosa Venerini.
Dalla riapertura la Chiesa cura le solenni Quarantore,
prima della Quaresima, che si svolgono ininterrottamente
dalla sera al mattino e la festa del Sacro Cuore
preceduta dal Triduo Eucaristico.